LUCA BARONTINI
SIMULACRO • TECNICA • CITTÀ
LOOS • MIES • KOLLHOFF
27 MARZO
SIMULACRO | TECNICA | CITTÀ - LOOS | MIES | KOLLHOFF
Luca Barontini
Abstract
L'arte del costruire in altezza si fonda sull'intersezione di tre dimensioni: il simulacro, la tecnica e la città. Simbolicamente, la torre agisce come un punto di congiunzione tra terra e cielo, un "sinodo" che, come nel progetto di Adolf Loos, cerca di svelare l'ordine cosmico attraverso l'arditezza strutturale.
Questa tensione ideale si traduce concretamente grazie alla tecnica, che permette all'uomo di erigere "montagne artificiali" — dagli ziggurat antichi al rigore moderno del Seagram Building — per raggiungere una prospettiva quasi divina sul mondo.
Infine, l'edificio verticale trova il suo compimento nel rapporto con il contesto metropolitano: opere come la torre di Kollhoff a Berlino dimostrano che la verticalità non è un atto isolato, ma un elemento capace di radicarsi nel tessuto urbano, definendone l’identità storica e paesaggistica.
***
Luca Barontini è docente a contratto di Progettazione Architettonica presso l’Università degli Studi di Firenze. Cofondatore dello studio Eutropia, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale. Dal 2018 è direttore editoriale della rivista «Largo Duomo». La sua pratica professionale e l'impegno didattico si intrecciano con una costante ricerca artistica, che si esprime attraverso la scultura e la pittura come strumenti di indagine e verifica progettuale.
Fra le sue pubblicazioni: Luogo. Tracce. Città ideale (Edifir, Firenze 2017), Adolfo Natalini Principe dell’Architettura (Pacini, Pisa 2020), I Cento Disegni di Leonardo Savioli — Luogo, tracce, città ideale (Quodlibet, Roma, 2023).
Museo Libero Andreotti
Incontri Venerdì
13 marzo, 16:30
La collezione Ansaldi nel Museo Palazzo Galeotti
Sara Tonni
Abstract
Conservata nei depositi di Palazzo Galeotti dal 1989, la collezione fu donata allo Stato italiano da Giulio Romano Ansaldi, storico dell’arte attivo a Roma e figlio dell’avvocato Carlo Francesco, originario di Pescia ed esponente di una famiglia profondamente legata alla Valdinievole. Attualmente oggetto di studio e catalogazione in vista di un futuro riallestimento museale, la raccolta comprende oltre 3000 opere antiche e moderne – dipinti, bozzetti, disegni, sculture e oggetti di varia natura – ed è il frutto di un collezionismo febbrile che restituisce un’immagine vivida del milieu culturale e della vitalità del mercato artistico romano nei primi decenni del Novecento. La conferenza illustrerà le caratteristiche principali del nucleo, i primi risultati delle ricerche e le prospettive del progetto di valorizzazione.
***
Storica dell’arte, Sara Tonni è ricercatrice post-doc presso la Scuola IMT Alti Studi di Lucca. Formatasi tra Trento e Verona, nel 2018 ha avviato la collaborazione con il Thorvaldsens Museum di Copenaghen, dove ha svolto diversi periodi di ricerca, anche grazie al supporto della Fondazione Monte di Lombardia (Pavia). Nel 2024 ha conseguito il dottorato presso l’Università di Trento con una tesi sulla collezione di pittura italiana antica formata a Roma da Bertel Thorvaldsen nel primo Ottocento. Autrice di saggi e articoli scientifici, ha collaborato con diverse istituzioni museali, tra cui il Museo Diocesano Tridentino, Villa Carlotta a Tremezzina e il Museo Palazzo Galeotti a Pescia.
a cura di Claudia Massi e Claudio Pizzorusso
19 settembre 2025 — 7 gennaio 2026
La mostra ripercorre la partecipazione di Libero Andreotti alla Prima Esposizione d'Arte Decorativa Italiana, tenutasi nel 1920 alla Liljevalchs Konsthall di Stoccolma.
Frutto di una collaborazione tra comitati italiani e svedesi, e curata da Guido Balsamo Stella ed Edward Hald, l’esposizione mise in luce il meglio delle arti applicate italiane: dai vetri ai tessuti, dalle ceramiche ai giocattoli, valorizzando l’artigianato e le tradizioni regionali.
Nella Sala 8, Andreotti espose sculture in bronzo e arredi da lui progettati, affermandosi come protagonista di un momento chiave nel confronto tra tradizione e modernità.
La mostra, che si terrà presso il Museo Libero Andreotti di Pescia, ripropone quella esperienza storica, raccontando un capitolo fondamentale non solo del dialogo tra Italia e Svezia nelle arti decorative, ma anche una tappa centrale del percorso artistico dell’artista.
Questa mostra nasce da un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, dalla Regione Toscana e dal Comune di Pescia.
20 dicembre 2025 ~ 26 aprile 2026
a cura di Luisa Berretti, Emanuele Pellegrini ed Ettore Spalletti
In occasione del bicentenario della nascita, il pittore Luigi Norfini (Pescia 1825 – Lucca 1909) viene per la prima volta celebrato attraverso la mostra monografica Il pittore del re — Luigi Norfini nell’arte del Risorgimento.
La mostra è aperta al pubblico dal 20 dicembre 2025 al 26 aprile 2026 nelle due sedi di Lucca, Museo Nazionale di Villa Guinigi, e di Pescia, Museo Palazzo Galeotti.
Il progetto espositivo propone un percorso inedito volto a ricostruire la figura di un pittore e patriota oggi scarsamente conosciuto, ma protagonista non minore degli avvenimenti figurativi, politici e culturali della seconda metà del diciannovesimo secolo.
Attraverso una selezione di dipinti e disegni, la mostra indaga il contributo di Norfini alla formazione dell’immaginario visivo del Risorgimento italiano, senza tralasciare una produzione ritrattistica, spesso raffinata, per Casa Savoia e per la nascente borghesia italiana.
L’iniziativa, frutto della collaborazione tra Regione, Comuni, Scuola IMT Alti Studi di Lucca, offre un’occasione di approfondimento e riscoperta di un artista che seppe portare alla luce lo spirito di un’Italia in costruzione.
Opere di Pescia Musei
mostra a cura di Livia Fasolo e Claudia Massi
8 febbraio — 7 settembre 2025
DUE SECOLI DI DISEGNO
Opere dei Musei di Pescia
8 Febbraio — 2 Giugno 2025
mostra a cura di Livia Fasolo e Claudia Massi
L'esposizione presenta disegni recentemente inventariati e riportati alla luce e si offre come una panoramica dell’arte del disegno approfondendo le opere di quattro artisti vissuti in momenti storici diversi: Alberico Carlini (1703-1777), Innocenzo Ansaldi (1734-1816), Luigi Norfini (1825-1909) e Libero Andreotti (1875-1933).
Questi artisti, nati tutti nel territorio di Pescia, si sono formati e hanno sviluppato le loro carriere anche in altri centri d’Italia o all’estero. Tutti hanno lasciato nella loro città natale tracce imprescindibili sotto forma di album, fogli e disegni di grande valore.
Ognuno dei nuclei presenti a Pescia è un unicum, che costituisce il più delle volte la sola testimonianza dell’attività grafica di questi artisti (come nel caso di Carlini e di Ansaldi). Anche per Norfini, pittore ottocentesco di battaglie dalla carriera più articolata di quanto non si credesse, i disegni conservati a Pescia sono uno dei gruppi più consistenti, insieme a quello del Gabinetto dei Disegni di Castello Sforzesco a Milano.
La quantità e la qualità dei disegni dello scultore Libero Andreotti, qui esposti non solo quali studi preparatori ma anche come opere dal valore autonomo, rendono il corpus grafico della Gipsoteca e dei musei di Pescia di estremo interesse per gli studiosi.
La mostra è anche il risultato del lavoro svolto da Simona Lunatici, che ha curato l’inventariazione delle opere grafiche: quasi mille disegni di Libero Andreotti e oltre mille stampe e disegni provenienti dal fondo antico e novecentesco del Museo Civico che saranno inseriti nel catalogo generale dei beni culturali.